Le residenze permettono a un artista, un collettivo, un attivista, un ricercatore o un pensatore di familiarizzare con Rizoma e Palermo e di sviluppare un'idea progettuale comune in loco durante un primo periodo di circa 2-4 settimane. Le residenze sono progettate singolarmente in base alle esigenze degli ospiti.

I resident saranno invitati e accompagnati dal team di Rizoma per incontrare persone con competenze rilevanti o possibili partner di cooperazione e per conoscere la città e la Sicilia. I residenti possono arrivare a Palermo già con un progetto concreto da sviluppare, oppure possono lasciare che sia la città a guidarli nello sviluppo di un progetto. 

I resident affrontano temi e sviluppano pratiche che possono essere fruttuosamente connesse con Palermo e con il focus di lavoro di uno dei Nodi di Rizoma. La fase di sviluppo generativo del progetto serve a rendere tangibile un progetto congiunto, favorendo l’opportunità di una collaborazione a lungo termine con il residente, spesso nel contesto di un nuovo progetto co-sviluppato con Rizoma e da esso sostenuto. In questo senso, lo schema di residenza generativa serve anche ad aprire la definizione del programma di lavoro di Rizoma, consentendo la co-progettazione partecipativa.

Le residenze nascono organicamente dal lavoro e dalle collaborazioni di Studio Rizoma, non esiste un bando pubblico. Tuttavia, se avete in mente un’idea specifica che richieda un periodo di residenza a Palermo, siete invitati a mettervi in contatto via e-mail e a presentare brevemente voi stessi, la vostra idea e il vostro programma.

I resident ricevono una quota pro-rata di 300 euro a settimana, oltre al viaggio e all’alloggio.

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Residenti presenti e passati

Eliza Collin

Settembre 2022—Artista, USA/China

Eliza Collin

Settembre 2022—Artista, USA/China
Contatti

Eliza Collin (Plymouth, 1993) è una designer e ricercatrice britannica. La sua pratica abbraccia aree dell’etnografia, dell’arte, della co-progettazione, della curatela e dell’educazione. Sviluppa ricerche e metodologie incentrate su nuovi sistemi, prospettive e modi di relazionarsi con i materiali, le risorse e l’ambiente. Ha lavorato come Project Manager e Community Director nella collaborazione interculturale in corso in Palestina Samak Bilab Bi Delo ed è stata incaricata di sviluppare progetti di ricerca da Studio Rizoma (Sicilia, 2020), LIPA festival (Makassar, 2020) e Narratives of Soil (Kuching, 2021) con l’architetto Wendy Teo per il British Council, per citarne alcuni. Oltre a essere un membro attivo del collettivo United Matters, ha conseguito un master in Material Futures presso la UAL Central Saint Martins.

L’ispirazione le è venuta dalle testimonianze dei contadini siciliani su come la deforestazione e l’uso eccessivo dell’acqua abbiano reso imprevedibile il suo ciclo. Ha collaborato con ricercatori del Ghana e del Jersey per progettare la cucina rigenerativa per il riciclo dell’acqua, Aqua Dentro (2021). Questo lavoro sullo spostamento dell’acqua, il suo consumo e il suo riciclo, è scaturito da una serie di ricerche etnografiche condotte in Sicilia, che hanno messo in evidenza il potenziale del design nell’influenzare la percezione umana e nel promuovere a sua volta le pratiche migliori. L’autrice ha raggiunto questo obiettivo attraverso il coinvolgimento di esperti internazionali e la ricerca di sistemi e tecnologie indigene. Ha esplorato il loro potenziale in modo da gettare le basi per metodologie contemporanee avanzate, mettendo in discussione il modo in cui vediamo l’acqua, il modo in cui la intendiamo come risorsa, il modo in cui si muove attraverso la terra e viene trascinata nelle città, e il modo in cui ci si aspetta che venga usata e smaltita. Il lavoro ha sfidato i vecchi sistemi inflessibili e gerarchici e ha prodotto progetti comunitari che hanno offerto supporto strategico, e fatto da guida per ottenere risultati eccellenti, rilevanti e duraturi.
Da allora ha lavorato a progetti legati all’acqua all’interno del team governativo di progettazione PolicyLab, collaborando a un sistema di raccolta dell’acqua piovana per il BlueCity Rainwater Hackathon (Rotterdam, 2022) e attualmente è in residenza a Utrecht per Gemene Grond: Water is what we make it (Utrecht, 2022).

Lena Chen

Settembre 2022—Artista, USA/China

Lena Chen

Settembre 2022—Artista, USA/China
Contatti

Lena Chen è una scrittrice e artista cinese-americana che crea performance e arte con uno scopo d’impatto sociale. Vincitrice del Mozilla Foundation’s 2022 Creative Media Award e del premio Best Emerging Talent alla B3 Biennial of the Moving Image 2019, il suo lavoro è stato presentato a transmediale, Kunsthalle Düsseldorf, Färgfabriken, Baltimore Museum of Art, Haus der Kulturen der Welt, Sheffield DocFest, Museum of Contemporary Art Jacksonville.

Ha ottenuto borse di studio e residenze dal Sundance Institute, dalla Millay Colony for the Arts, dal Burning Man Global Arts Fund, dal Frank-Ratchye STUDIO for Creative Inquiry, dalla Pittsburgh Foundation e dalla Arthur Boskamp Foundation. Ha tenuto conferenze a Oxford, Yale, Stanford e SXSW. È fondatrice di Heal Her, un’iniziativa di arti espressive che sostiene alle persone sopravvissute alla violenza di genere.

Attualmente sta facendo un dottorato di ricerca in Performance Studies presso l’Università della California, Berkeley. E’ laureata in sociologia presso l’Università di Harvard e ha un master presso la School of Art della Carnegie Mellon University.

Hervé Youmbi

Giugno 2022—Artista, Cameroun

Hervé Youmbi

Giugno 2022—Artista, Cameroun

Nato a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, nel 1973 e cresciuto nel vicino Camerun, Hervé Youmbi ha studiato Teoria dell’arte e ha sviluppato un interesse per l’arte installativa, che ha poi perseguito, attraverso la pratica e la ricerca, in Francia presso l’ESAD (Ecole Supérieure des Arts Décoratifs de Strasbourg).

Youmbi integra spesso le tecniche tradizionali di scultura camerunese nelle sue installazioni, nelle performance e nei video. Questo gli permette di accostare le tradizioni artistiche indigene africane alle convenzioni dell’arte contemporanea globale e di destabilizzare ciò che viene considerato “tradizionale” rispetto a “contemporaneo”. La serie di Youmbi Visages des Masques/Faces of Masks trasgredisce queste categorie consolidate in diversi modi. Il suo punto di partenza è l’inserimento di oggetti a forma di maschera che si discostano dagli stereotipi occidentali di “arte africana” per questa regione del Camerun nelle “tradizionali” performance rituali Bamileke, incarnandole così con efficacia e autenticità.

Les Trônes Célestes di Youmbi è un’installazione di troni di cariatidi in perline “tradizionali” per i governanti delle praterie del Camerun, ciascuna sede del potere è sostenuta da un animale tradizionalmente simbolo di una leadership idealizzata – fatta eccezione per la tartaruga che Youmbi ha furbescamente inserito qui per suggerire che la creatura intenzionale potrebbe incarnare una leadership migliore rispetto, ad esempio, al leopardo, un assassino furtivo. La sua serie Totems to Haunt Our Dreams ha messo in luce la difficoltà per gli artisti di viaggiare e fare rete all’interno dell’Africa, nonostante le aspirazioni comuni e la simile subordinazione alla mercificazione, che riflette una globalizzazione del capitale che tuttavia serve a costringere gli artisti africani all’interno di silos parrocchiali. 

Hervé Youmbi è membro fondatore del Cercle Kapsiki, un collettivo di cinque artisti visivi camerunesi fondato nel 1998. La K Factory, sede del collettivo, con sede a New Bell, uno dei quartieri più poveri ma anche più dinamici di Douala, è uno spazio flessibile, sperimentale e aperto a una vasta gamma di collaborazioni.