Francesco Cavaliere in conversazione con Studio Rizoma

Nel nuovo capitolo della saga Gancio Cielo, Francesco Cavaliere accompagna lettrici e lettori, ascoltatrici e ascoltatori lungo un viaggio di esplorazione della sua galassia attraverso una performance sonora basata sul libro d’artista Gancio Cielo: DNA Clepsydra. Ispirato dai bestiari e dalla criptobotanica medievale, dai libri-game di franchise pop come Pokémon quanto da realismo magico italiano e fantascienza anni 70, Gancio Cielo: DNA Clepsydra è  stato pubblicato da NERO nel 2022. Per introdurvi in questo mondo, con il permesso dell’autore, pubblichiamo di seguito un brevissimo estratto.

“Eccoci! Il nostro primo incontro: sono gli Helicosuamp! Gli ornamenti principali dei loro indumenti sono delle piume smaltate, che assumono sfumature diverse a seconda della temperatura del suolo. Ricoprono le spalle e il ventre, e arrivano fino al busto e all’acuirsi dei gomiti. Sono effettivamente dei piumaggi singolari. Le striature riflettono gli schemi e le crepe del paesaggio, dispiegandone gli ornamenti come su una carta carbone: sono photo-ologrammati copianti.

Gomito arcuato per pietra solfato! Polso virato che sposta il suo fiato! Si muovono all’unisono come catene DNA, un passaparola continuo. Pare che lo facciano per nascondere i dettagli tassonomici del carico di pietre che stanno muovendo. Mimiche facciali e dita incrociate sono messaggi, come parole sussurrate all’orecchio. Sono proprio delle danze stellate! Lato destro sinistro, su vertice quattro! Sincopato carpiato, su spalla via naso! Questo muoversi su catene helicoidali è la loro principale attività. Viste dall’alto, sono dei disegni serpentiformi splendidi.

Guardateli quegli scivoli ad acqua… Sì, quei cobra gommati da lancio! Gli Helicosuamp ci fanno slittare sopra le pietre di rincorsa, per poi spostarsi nella seconda area archeocosmica. Ma dai! É incredibile, no? Ma cosa fanno lassù in cima? Dai, seguitemi!”


Francesco Cavaliere, Presentation of the book Gancio Cielo: DNA Clepsydra, Chiesa di San Giovanni Decollato, Palermo (2023).

Studio Rizoma: I primi due capitoli di Gancio Cielo si sviluppano in forma unicamente sonora mentre il terzo, DNA: Clepsydra, è un oggetto fisico, un libro. Ci puoi raccontare in che modo è avvenuto questo processo di traduzione e, eventualmente, quali difficoltà hai incontrato nel gestire il rapporto fra oralità, scrittura?

Francesco Cavaliere: In verità anche i primi due capitoli sono degli oggetti fisici; due LP con testo e traduzione in inglese a fronte. Ma capisco cosa intendi. Un conto è gestire un testo per la lettura ad alta voce, un conto è scrivere un libro. La modalità però non è cambiata, ho lavorato esattamente nello stesso modo. Anche i testi per i dischi erano stati scritti senza pensare alla lettura a voce alta. Solo in un secondo momento ho adattato la storia alla lettura. Alleggerito le parti, eliminato intere sezioni descrittive. La ‘forma libro’ mi ha permesso di mantenere una discorsività piena. Ecco che molte parti prima tagliate sono adesso intatte.

La difficoltà principale è stata mantenere la consequenzialità degli avvenimenti. Collegarli, trovare la funzione di alcuni passaggi isolati in una logica complessiva. Lavorare con Stella Succi e Mattia Capelletti per questo è stato cruciale.

ST: Trovo molto interessante il fatto che, nonostante l’utilizzo di parole inventate, leggendo e ascoltando questi racconti non si faccia fatica, almeno per quanto mi riguarda, a dare una forma visiva alle situazioni che tu descrivi. Come riesci a rendere questi mondi di finzione che nascono dalla tua immaginazione visibili a chi legge o ascolta? Esiste un particolare effetto che vuoi creare sul fruitore?

FC: Nel testo ci sono tanti nomi inventati, nomi di cose, piante, oggetti, aree geografiche ma non ci sono troppe parole da sottoporre all’Accademia della Crusca. Per quanto questo sia un flusso immaginativo in continuo sviluppo ho cercato di organizzare il dispiegarsi del discorso in modo che si possa visualizzare bene, tutto doveva aver senso, almeno per me. Non a caso i capitoli principali di Gancio Cielo DNA Clepsydra sono delle sorte di guide, qualcosa che si può leggere e immaginare a occhi aperti. A occhi chiusi se qualcuno ce lo legge. Mi piacerebbe che si percepissero i materiali specifici con cui questi mondi sono pensati e costruiti, la viscosità di alcuni elementi, la temperatura di altri.

ST: In quanto lettrice e ascoltatrice, mi sono ritrovata all’interno di una narrazione aperta che mi ha portata a mantenere un ruolo attivo lungo tutta la fruizione. Mi spiego meglio: nell’affrontare questo mondo immaginario e sconosciuto, ho tentato più volte di renderlo maggiormente familiare ricorrendo alla mia esperienza personale e associando elementi del libro a elementi che fanno parte dei miei mondi di riferimento.

FC: Non è qualcosa che faccio intenzionalmente ma Gancio Cielo lo fa! Si allaccia al sogno di chi legge, è un lasso per la nuvola che sfugge. Non ci penso ma mi rendo conto che alcuni aspetti della mia scrittura, quelli più semplici e infantili sono come dei varchi attivi per immaginare e ricordare leggendo.

ST: Quali sono i mondi – esistenti e non – ai quali tu, invece, ti sei ispirato?

FC: Non ho idea sinceramente. Anche se ce ne fossero preferisco non individuarli. Mi piace pensare ad un puzzle psicologico, un puzzle subacqueo, composto di luoghi, oggetti, animali, cose incontrate nel tempo.

ST: Ora vorrei farti una domanda sulla parte, diciamo, più tecnica del tuo lavoro. Ascoltando per la prima volta Gancio Cielo, mi sono immaginata una sorta di catalogo di suoni al quale tu attingi per descrivere sonoramente una situazione. Ci puoi raccontare in che modo lavori con i suoni, come li crei e se hai effettivamente un particolare metodo di catalogazione?

FC: Ho già risposto a questa domanda, probabilmente sempre in un modo noioso dicendo “si, ho una enorme catalogazione di suoni che uso per sonorizzare i miei mondi”. Ma chi non ha oggi delle librerie piene di suoni? Mi pare una modalità usuale nella musica elettronica organizzata. Forse la cosa più creativa sono i titoli e il loro sistema di organizzazione labirintico. È terribile finirci dentro! Soprattutto se vi si cerca qualcosa di specifico. Posso perderci delle ore, ma  è così. Quando decisi di numerarle diversamente ho fatto peggio che meglio.

Spesso metto il titolo del racconto di riferimento che però cambia sempre ad esempio Gancio Cielo 2 ha delle cartelle intitolate “Fluac”, “Alabaster abacus”, “Guam” ecc ecc. I suoni al suo interno hanno un titolo e un numero se sono tutti sotto la stessa campana. Tipo “piano di ghiaccio che si alterna e finisce lento 1″, “piano di ghiaccio che si alterna e finisce lento 2” e così via.

ST: Il testo è accompagnato dalle straordinarie illustrazioni di Viola Leddi, che chiaramente sono una novità presente soltanto in quest’ultima versione cartacea. Dal momento che parliamo di oggetti non esistenti nel mondo reale, scaturiti dalla tua immaginazione, in che modo hai lavorato con l’illustratrice? Sono state fornite delle istruzioni, delle linee guida preliminari alla realizzazione dei disegni?

FC: Si questa è sicuramente una novità. Sono contento del risultato, i suoi disegni sono matti, come dei metabolismi a matita! Abbiamo parlato molto via mail e quando possibile ci siamo visti. Inizialmente è partita liberamente immaginando, leggendo e disegnando molti son fatti così. Poi le ho mandato dei bozzetti, cose fatte di getto, disegni realizzati durante la stesura dei racconti. Ecco che in alcuni casi è partita proprio da quel materiale. Mi ricordo un giorno di averle inviato una mail con allegato un mio personale dizionarietto di pietre, così per darle delle suggestioni: la consistenza pietrosa di alcuni esseri, i colori…

ST: Cosa succederà ora? Ci vorresti svelare qualcosa sul futuro di Gancio Cielo?

FC: Vorrei continuare la saga. Ho un nuovo capitolo in mente.. qualcosa che ha che fare con un’area specifica, un nuovo regno. Penso che sia assimilabile a Gancio Cielo. In realtà tutto è assimilabile a Gancio Cielo.

L’evento, curato da Mattia Capelletti, è stato realizzato da Cripta747 nell’ambito di The Listeners, una rete informale nata a Torino nel 2022 composta da Cripta747, Almare e Metamorfosi Notturne. Sviluppato in collaborazione con Nero Editions, Associazione Dionysus, Fondazione Studio Rizoma e #wallofsounds Festival di Palermo, il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura.