Ci sono luoghi che non scorrono. Trattengono. Accumulano. Restano.
Dal 19 al 22 novembre 2026, il Teatro Garibaldi ospita BETWEEN LAND AND SEA – Sedimenti del Futuro, il festival a cura di Fondazione Studio Rizoma, che inaugura una nuova riflessione sul Mediterraneo, sui territori e sulle forme attraverso cui il presente si deposita e continua a trasformarsi.
In un tempo che privilegia la velocità, il consumo e la semplificazione, il festival sceglie di lavorare sul tempo lungo: sui gesti ripetuti, sulle memorie, sugli spazi e beni comuni, sulle relazioni e sulle forme che emergono lentamente.
Nato in continuità con la nuova stagione del Teatro Garibaldi e con i dialoghi avviati da Fondazione Studio Rizoma nel 2025 attorno al Mediterraneo, all’ecologia e all’architettura, BETWEEN LAND AND SEA considera il Mediterraneo non soltanto come una linea di transito, ma come uno spazio di sedimentazione: un archivio vivo in cui storie diasporiche, rituali, minoranze linguistiche, memorie antifasciste, tradizioni riscritte e tensioni contemporanee continuano a stratificarsi.
A questa prospettiva si affianca una dimensione trans-isolana: un pensiero “acquapelagico” che mette in relazione Sicilia, Canarie, Grecia, Tunisia, Palestina e altri arcipelaghi reali e simbolici. Non l’acqua come superficie, ma le connessioni profonde che attraversano i territori, le rotte invisibili, le traiettorie migranti del suono, delle idee e delle persone.
Il festival si costruisce come un insieme di presenze, più che di eventi. Processi che richiedono tempo, opere che si trasformano, ritorni, ascolti e incontri.
Il pubblico non è chiamato semplicemente a consumare un’esperienza, ma a sostare, condividere, entrare in relazione con ciò che accade e contribuire alla sua costruzione.
Gli artisti e le artiste invitate lavorano sui resti e sulle risonanze attraverso linguaggi diversi: musica, filosofia, cinema, scrittura e arti visive. Archivi sonori, pratiche decoloniali, riscritture della tradizione, dialoghi tra elettronica e memoria, tra voce e inconscio, tra tecnologia e ritualità diventano strumenti per interrogare il presente.
In questo percorso, anche la scienza, la cultura e l’ecologia entrano in dialogo con le pratiche artistiche come forme di attenzione: modi di osservare, ascoltare e misurare le trasformazioni dei territori e delle comunità che li abitano.
Il sapere che emerge è necessariamente situato, incompleto e attraversato dal dubbio. È proprio nella sua capacità di restare aperto, di nominare le forze che attraversano corpi e territori e di costruire strumenti critici che trova la propria forza.
Sedimenti del Futuro ci invita così a vivere ciò che resta, non per nostalgia, ma per interrogare ciò che può ancora emergere.
Quattro giorni a Palermo per incontrarsi, ascoltare, attraversare linguaggi e territori e immaginare altre possibilità di coesistenza: più complesse, più riflessive, più consapevoli.
Il programma completo e tutte le informazioni sugli appuntamenti saranno comunicati a breve.