Il Between Land and Sea Festival 2025, giunto alla sua sesta edizione e ospitato a Palermo tra novembre e dicembre, si è configurato come uno spazio di incontro culturale e politico capace di intrecciare arti, ricerca e attivismo in una prospettiva mediterranea e internazionale. Promosso dalla Fondazione Studio Rizoma, il festival ha riunito artisti, studiosi e collettivi con l’obiettivo di favorire il dialogo tra saperi locali e pratiche globali.
Il tema centrale di questa edizione, “Significato”, ha guidato tutte le attività, spingendo artistə e pubblico a interrogarsi su come i significati vengano costruiti, imposti o rivendicati in un contesto contemporaneo segnato da crisi e frammentazione del linguaggio. Le diverse iniziative hanno esplorato queste domande attraverso prospettive che intrecciano corpi, territori, storie e narrazioni.
Mediterraneo: esplorazione di mito, migrazione, cancellazione e resistenza attraverso proiezioni cinematografiche sulla memoria diasporica e performance create con comunità locali e migranti.
Ecologia e relazioni interspecie: indagine su terra e mare come archivi viventi attraverso workshop sul campo sugli ecosistemi costieri, installazioni site-specific, letture collettive sul mare e rituali centrati sulla cura e sulla fragilità ambientale.
Architettura e politiche territoriali: analisi di come lo spazio venga modellato e governato attraverso incontri con ricercatori urbani, opere sonore in siti abbandonati e assemblee su nuove forme di solidarietà spaziale e governance civica.
La prima parte del programma, svoltasi nei primi giorni di novembre, ha alternato workshop, mostre, performance, incontri e concerti in vari spazi della città. L’arte contemporanea ha trovato spazio in installazioni come “Above You, Above Me” di Abdel Karim Ougri, mentre pratiche performative e discorsive hanno incluso “Toward Dissolution” di Anna Engelhardt.
Le giornate centrali del festival si sono svolte al Teatro Garibaldi, dove si sono susseguiti momenti performativi e musicali, tra cui il concerto “Palestinian Sound Archive” di Majazz Project in collaborazione con Chullu Agency e la performance “Barrani – The Double Absence” di Corps Citoyen. Opere partecipative come “E se…?” di Malomodo e le assemblee promosse da Scuola di Restanza e Futuro hanno ulteriormente rafforzato il coinvolgimento collettivo nello spazio pubblico.
Il programma ha incluso anche momenti teatrali e letterari come “Silence du Coeur” con Marie Aurore d’Awans, insieme ai contributi di Eva Maria Bertschy, Daniela Macaluso e Bandiougou Diawara, oltre allo spettacolo “Butchers Capsule” di Gloria Dorliguzzo.
Il festival si è distinto per la sua natura interdisciplinare e inclusiva, capace di attraversare linguaggi diversi — dalla filosofia al teatro, dalla musica all’attivismo — e di coinvolgere pubblici differenti, inclusi bambini e comunità locali. Nel complesso, Between Land and Sea 2025 ha rappresentato un’occasione di riflessione condivisa sul presente, utilizzando l’arte e la cultura come strumenti per interrogare e ridefinire il concetto stesso di “significato” nel mondo contemporaneo.
La seconda parte del festival, svoltasi nel dicembre 2025, ha esteso e approfondito queste riflessioni attraverso una serie di eventi performativi, musicali e discorsivi. Si è aperta il 12 dicembre al Teatro Garibaldi con una serata inaugurale caratterizzata da musica dal vivo e DJ set di Kojack Kossakamvwe e HANABY, creando un’atmosfera collettiva e celebrativa.
Il 15 dicembre, l’Istituto Cervantes Palermo ha ospitato il talk “Corpi d’Acqua e Intersezioni Mediterranee” con Yolenn Farges e Cristina Piñeiro-Corbeira, moderato da Cristina Alga, approfondendo ulteriormente gli immaginari mediterranei e le conoscenze incarnate.
Un momento centrale del programma di dicembre è stata la prima di “Campobello: Un racconto d’Europa ai margini”, presentata il 17 e 18 dicembre al Teatro Garibaldi. Diretta da Eva Maria Bertschy e interpretata da Daniela Macaluso e Aboubakar Sidibé, l’opera ha affrontato temi di marginalità, migrazione e confini europei, incarnando l’approccio critico del festival verso le geopolitiche contemporanee.
Il festival si è concluso il 20 dicembre con un concerto finale al Teatro Garibaldi con Antonina Nowacka e Jacoba Van Tonder, in collaborazione con Wall of Sound, unendo pratiche sonore sperimentali e rafforzando l’approccio interdisciplinare del festival.
Il programma di dicembre ha ampliato l’esplorazione del “significato” attraverso pratiche sonore e performative, consolidando Between Land and Sea 2025 come una piattaforma di riflessione critica e esperienza collettiva tra ambiti artistici e sociali.
