Sabato 6 giugno 2026, alle ore 18.00, Église, in collaborazione Fondazione Studio Rizoma, ospita la presentazione di “ASNAM”, ultimo libro fotografico di Georges Salameh.
L’incontro assume la consueta forma del tableau vivant, dispositivo di restituzione che unisce immagini, parola e spazio e che da tempo caratterizza le modalità di condivisione dei progetti fotografici a Église. Un formato che privilegia la dimensione processuale del lavoro artistico e rende visibili genealogie, scelte, tensioni e possibilità dell’immagine contemporanea.
Partendo da una ricerca avviata nel 2009 durante i suoi ritorni in Libano, il progetto “ASNAM” di Georges Salameh indaga la proliferazione di statue religiose cristiane all’interno del paesaggio urbano e rurale libanese contemporaneo.
Cristi, Madonne, santi e angeli, inizialmente osservati fuori dai tradizionali luoghi di culto, compaiono progressivamente lungo strade, quartieri e villaggi, diventando presenze sempre più diffuse e monumentali in un territorio ancora attraversato dalle tracce della guerra civile e dalle tensioni identitarie, religiose e settarie del presente.
Attraverso un lungo processo di osservazione e attraversamento del territorio, Salameh costruisce una riflessione che intreccia dimensione politica, spirituale e autobiografica. Le immagini diventano così il luogo di un confronto con il proprio “ritorno mancato” nel paese d’origine e con le memorie della comunità cristiana in cui è cresciuto, assumendo lo sguardo distante e insieme intimo dell’auto-esiliato.
Il progetto prende forma come un archivio visivo e affettivo composto da fotografie, icone sacre, testi e appunti raccolti nel corso di sedici anni, fino a configurarsi come una sorta di libro di preghiere contemporaneo: uno spazio di contemplazione e conversazione attraversato dal lutto, dalla memoria e dalla ricerca di nuove forme del sacro.
Il titolo, “ASNAM” — termine arabo che indica gli idoli e le statue pagane — richiama la tensione tra devozione e idolatria, presenza religiosa e costruzione simbolica, restituendo una riflessione sul rapporto tra immagine, fede e paesaggio nel Libano postbellico.
La presentazione si inserisce nella collaborazione tra Église e la Scuola di Restanza e Futuro, che nel 2026 co-costruiscono la stagione CorpiFuturiTerritori, una programmazione che intreccia ricerca artistica, formazione e momenti pubblici.
Bio Georges Salameh
Nato a Beirut nel 1973, Georges Salameh è un artista visivo e regista. Ha vissuto a Beit Mery, Atene, Larnaca, Il Cairo e Palermo. Dal 1998 crea installazioni video e fotografiche, e realizza documentari e film d’autore. Il suo lavoro e le sue ricerche sono esperienziali, modellati attorno al concetto di sedimentazione, sia in senso fisico che metafisico, attraverso una comparazione creativa tra realtà, linguaggi e narrazioni. Le sue materie prime sono archivi, registrazioni, ricostruzioni, gesti, esperienze peripatetiche e un senso dell’ascolto e dell’udito. I suoi progetti vengono realizzati su lunghi periodi di tempo. I suoi racconti somigliano più a una lettera a un amico, parole dette o non dette, tutte fluttuanti verso la corrente dell’oblio. Anche l’oblio lascia dei sedimenti, sulla superficie delle città e nelle profondità dei mari. Con il tempo, questi sedimenti possono persino diventare memoria.
Scheda tecnica del libro
“ASNAM” è un libro di fotografie e note peripatetiche di Georges Salameh, arricchito dal racconto breve “L’Homme de la Montagne” dello scrittore Oliver Rohe e da un testo conclusivo della curatrice Natasha Christia.
Il volume, progettato da CHORA ATELIER e stampato da Kostopoulos Printing House, è pubblicato da MeMSéA (Atene, 2025).
Realizzato in edizione limitata di 350 copie firmate e numerate, “ASNAM” si presenta come un hardcover cucito a filo refe con rilegatura in tela e lettering in bronzo. Il libro conta 212 pagine, in formato cm 14×19, ed è pubblicato in francese, inglese e arabo.
La pubblicazione è stata realizzata con il supporto di AFAC — Arab Fund for Arts and Culture.
Cosa è il tableau vivant
Il tableau vivant è una modalità di presentazione attiva del lavoro fotografico. Non si configura come una semplice conferenza, ma come un momento di attraversamento del processo creativo: un dispositivo che mette in relazione immagini, narrazione e spazio, rendendo visibili scelte, passaggi, dubbi e trasformazioni che accompagnano la costruzione di un progetto. In questa prospettiva, la presenza dell’autorə e quella del pubblico fanno parte del dispositivo stesso, attivando una relazione orizzontale e una comprensione più profonda della ricerca.