{"id":5800,"date":"2025-09-16T11:22:31","date_gmt":"2025-09-16T09:22:31","guid":{"rendered":"https:\/\/studiorizoma.org\/?post_type=pubblication&#038;p=5800"},"modified":"2025-09-16T11:32:24","modified_gmt":"2025-09-16T09:32:24","slug":"intersezioni-mediterranee-una-piccola-raccolta-su-cibo-arte-mare-ed-ecosistemi","status":"publish","type":"pubblication","link":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/pubblications\/intersezioni-mediterranee-una-piccola-raccolta-su-cibo-arte-mare-ed-ecosistemi\/","title":{"rendered":"Intersezioni Mediterranee: una raccolta su cibo, arte, mare ed ecosistemi."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La serie nasce all&#8217;interno del progetto omonimo, pensato come un laboratorio di riflessione e di sperimentazione, in cui la cucina non \u00e8 soltanto gesto quotidiano, ma strumento poetico e politico per leggere il mondo e immaginare nuovi futuri. Le ricette diventano archivi viventi, i racconti delle comunit\u00e0 costiere si trasformano in mappe sensibili, le pratiche artistiche si intrecciano con gesti culinari per restituire il Mediterraneo come un territorio comune, fragile ma fertile di possibilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il primo numero della serie, pubblicato a settembre 2025, pone le basi di questa visione a partire dal percorso artistico di Farges che collega arte e cucina attraverso pratiche come la fermentazione, la raccolta di organismi marini e la cucina collettiva. Attorno a queste esperienze si sono aggiunte altre voci, altri collettivi che fanno della cucina uno spazio di ricerca e resistenza, delineando un orizzonte condiviso in cui cucinare diventa un gesto ecologico e politico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da qui prende avvio un viaggio che nei prossimi numeri ci condurr\u00e0 lungo coste e arcipelaghi, attraverso terre e tavole diverse. Nel secondo numero, il mare sar\u00e0 il protagonista: un\u2019immersione nei gesti come osservare, pescare, cucinare e condividere nelle comunit\u00e0 insulari. Belle-\u00cele (Francia), Chilo\u00e9 (Chile) e Palermo (Sicilia, Italia) diventano scenari di storie intrecciate, dal ricordo di pescatori che hanno visto il mare svuotarsi, alle riflessioni sull\u2019equilibrio fragile tra turismo e pesca artigianale, fino alle ricette che trattengono la memoria delle specie e dei paesaggi marini, come la ricetta delle polpette di anemone, che ci propone di scoprire specie a volte sconosciute e ricette dimenticate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Successivamente, lo sguardo si sposter\u00e0 verso la terra, perch\u00e9 ci\u00f2 che mangiamo plasma il mondo che abitiamo. Il terzo numero racconter\u00e0 di piante spontanee e di antichi saperi, di semi raccolti e custoditi per resistere alla siccit\u00e0, di pomodori siciliani che diventano simbolo di una biodiversit\u00e0 da proteggere, e delle connessioni invisibili tra le nostre azioni quotidiane e la vita marina. Sar\u00e0 un numero che intreccer\u00e0 teoria e pratica, riflessione e azione concreta, fino a interrogare il nostro diritto a sapere da dove viene il cibo e quali conseguenze porta con s\u00e9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il quarto numero dar\u00e0 voce alle donne, custodi di pratiche agricole e culinarie, narratrici di resilienza e di cura. Sar\u00e0 un coro che attraversa fattorie, cucine e comunit\u00e0, portando con s\u00e9 ricette, testimonianze e lotte quotidiane. Dalle donne di Belle-\u00cele alle pescatrice delle Isole Eolie , dalle esperienze di piccole aziende agricole a voci artistiche e intime, emerger\u00e0 un Mediterraneo raccontato da prospettive spesso invisibili ma fondamentali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il percorso trover\u00e0 una nuova apertura nel quinto numero, che metter\u00e0 al centro la collettivit\u00e0 intorno alla tavola. Non pi\u00f9 soltanto il cibo come nutrimento, ma come rito condiviso, come esperienza sensoriale e politica capace di creare comunit\u00e0. Le cucine nello spazio pubblico, le tavole come spazi di arte e di cura, i gesti condivisi come possibilit\u00e0 di rigenerazione collettiva diventeranno il filo conduttore di questo ultimo capitolo, che pi\u00f9 che chiudere, inviter\u00e0 a immaginare insieme i passi successivi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La serie editoriale<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Mediterranean Intersection<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> apre un cammino narrativo e collettivo, \u00e8 un invito a guardare il Mediterraneo come un archivio vivente di storie e possibilit\u00e0. In ogni numero, il cibo si rivela linguaggio comune: un gesto che unisce e trasforma, che resiste e si rinnova, che ci insegna a prenderci cura del mare, della terra e delle relazioni che ci abitano.<\/span><\/p>\n<p>Il primo numero \u201cIntersezioni Mediterranee: Riflessioni su Arte, Cucina ed Ecologia\u201d \u00e8 attualmente in stampa e sar\u00e0 presentato a Palermo a Novembre durante il Festival Between Land and Sea. La versione digitale \u00e8 gi\u00e0 consultabile.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":5805,"template":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pubblication\/5800"}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pubblication"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/pubblication"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}