{"id":4890,"date":"2024-12-13T10:25:53","date_gmt":"2024-12-13T09:25:53","guid":{"rendered":"https:\/\/studiorizoma.org\/?p=4890"},"modified":"2024-12-13T10:36:36","modified_gmt":"2024-12-13T09:36:36","slug":"a-possible-landscape-narrare-dai-piuttosto-che-sui-margini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/editorial-2\/a-possible-landscape-narrare-dai-piuttosto-che-sui-margini\/","title":{"rendered":"A Possible Landscape \u2014 Narrare \u00ab dai \u00bb piuttosto che \u00ab sui \u00bb margini"},"content":{"rendered":"<p>Per Elena Corradi<\/p>\n<p>\u00ab Ci sono ancora semi da raccogliere, e spazio nella sacca delle stelle. \u00bb<br \/>\nUrsula K. Le Guin<\/p>\n<p>Palermo ha conosciuto un\u2019espansione urbana rapida e brutale dopo che il suo centro storico \u00e8 stato duramente colpito dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e, qualche anno pi\u00f9 tardi, dal famoso terremoto del Belice* . Sono questi gli eventi maggiori che hanno portato a una crisi abitativa da cui politici e imprenditori locali potevano trarre importanti guadagni in breve tempo: improvvisamente c\u2019era bisogno di spazio. Il territorio su cui \u00e8 stata fondata Palermo \u00e8 circondato da montagne da un lato e dal mare dall&#8217;altro. Protetta e fertile, questa piana \u00e8 stata per secoli ricca di giardini e agrumeti grazie all&#8217;intervento degli Arabi che sapevano progettare sistemi avanzati di gestione dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Quando cominciarono a sorgere cantieri a colpi di piani regolatori approvati dalla sera alla mattina, il paesaggio della<br \/>\ncosiddetta \u201cConca d&#8217;oro\u201d si trasform\u00f2 radicalmente. Mi sono realmente interessata a questo mito evocativo di un paradiso perduto quando ho scoperto che un centro commerciale costruito nel 2011 \u00e8 stato a sua volta chiamato \u201cConca d&#8217;oro\u201d. Questo affianca il quartiere ZEN nella periferia nord di Palermo, dove migliaia di persone si sono trasferite in massa dal centro della citt\u00e0 tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70, proprio nel quadro di quella crisi abitativa menzionata sopra. Come artista visiva, mi sono sentita interpellata dal senso di confusione che aleggia sul significato di questo nome e dall&#8217;estrema diversit\u00e0 delle immagini che esso convoca.<\/p>\n<p>Attraverso quali operazioni un centro commerciale richiamerebbe degli agrumeti che non esistono pi\u00f9? Che cos&#8217;\u00e8 la \u201cConca d&#8217;oro\u201d per i giovani che non hanno potuto conoscere ci\u00f2 che c&#8217;era prima? E per chi c&#8217;era prima, cosa significa \u201cConca d\u2019oro\u201d oggi? Ma anche: come raccontare questo territorio complesso, fisico e immaginario, senza appropriarsi di una storia che appartiene a qualcun altro? Con il sostegno di Studio Rizoma, e grazie alla preziosa collaborazione di un&#8217;associazione locale, ho potuto coinvolgere un gruppo di giovani del quartiere ZEN in un\u2019esplorazione collettiva del loro quartiere attraverso la pratica del soundwalking. Il suono mi \u00e8 sembrato uno strumento interessante per cercare di attivare una narrazione altra di questo luogo cos\u00ec particolare, lontana dalle immagini degradanti diffuse dai media. Ispirate alle pratiche femministe della cartografia radicale &#8211; o counter-mapping &#8211; e alle esplorazioni urbane condotte dal collettivo italiano Stalker, queste passeggiate sonore vogliono incoraggiare un approccio allo spazio che include l&#8217;esperienza di coloro che lo abitano, lo utilizzano e lo attraversano quotidianamente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-4892 size-full\" src=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Listening-session_Palazzo-Butera_29nov2024-1-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1707\" srcset=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Listening-session_Palazzo-Butera_29nov2024-1-scaled.jpg 2560w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Listening-session_Palazzo-Butera_29nov2024-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Listening-session_Palazzo-Butera_29nov2024-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Listening-session_Palazzo-Butera_29nov2024-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Listening-session_Palazzo-Butera_29nov2024-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Listening-session_Palazzo-Butera_29nov2024-1-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<p>Per tre settimane i ragazzi e io ci siamo incontrati regolarmente. La nostra prima sessione di lavoro si \u00e8 concentrata sulla creazione di una mappa da seguire, tracciando la traiettoria principale delle nostre passeggiate sonore. I ragazzi hanno suggerito liberamente tutti i luoghi che consideravano rilevanti per diversi motivi: tra questi, il centro commerciale \u201cConca d&#8217;oro\u201d \u00e8 stato inserito al centro della nostra esplorazione. \u201c\u00c8 il nostro posto\u201d, mi racconta una ragazza, &#8220;quello dove usciamo con gli amici, festeggiamo i nostri compleanni o semplicemente facciamo shopping. \u00c8 la costa della nostra isola\u201d. Poi abbiamo iniziato a uscire e a visitare ognuno di questi luoghi che i ragazzi descrivevano attraverso il loro uso personale o, nel caso di luoghi abbandonati, attraverso le storie di cui avevano sentito parlare o, infine, chiedendosi in cosa consistesse un futuro desiderabile per loro. L&#8217;approccio partecipativo del progetto ha portato<br \/>\na un uso attivo e condiviso dei microfoni, in modo tale che tutti potessero registrare suoni, voci e interviste. Molte cose sono accadute anche mentre ci spostavamo da un luogo all&#8217;altro (l\u2019artista Hamish Fulton suggerisce che l&#8217;atto stesso di camminare sia parte dell&#8217;opera). Alla fine di ogni sessione mi trovavo a dover gestire molte ore di registrazioni provenienti dai vari microfoni e solo in quel momento scoprivo tutte le storie e i micro-eventi che magari sfuggivano durante le uscite. Ogni volta sentivo di avere un accesso pi\u00f9 profondo alla prospettiva dei ragazzi attraverso le loro stesse voci. E le loro voci sono tanto preziose quanto abitualmente inascoltate.<br \/>\nLa narrazione mainstream del quartiere ZEN proviene dai media e dalle istituzioni. In altre parole, proviene da un centro simbolico e si tratta di una narrazione \u201csui\u201d piuttosto che \u201cdai\u201d margini della citt\u00e0. In questo processo abbiamo cercato di invertire il punto di vista e di mettere in discussione la pretesa neutralit\u00e0 di qualsiasi discorso. Il risultato \u00e8 l\u2019audio-documentario \u201cA Possible Landscape\u201d, un racconto corale che mira a fornire un&#8217;esperienza soggettiva situata nello spazio e che intende mettere in discussione la dicotomia centro-margine, con un&#8217;attenzione particolare alla memoria dei luoghi e al loro possibile futuro. Le relazioni tra paesaggio, linguaggio e memoria sono liquide. Una stessa parola pu\u00f2 veicolare immagini diverse nel tempo ed \u00e8 proprio infiltrandoci nel suo continuo mutare che riusciremo forse a immaginare le cose in modo diverso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-4893 size-large\" src=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Copy-of-Copy-of-Program-1-1024x1024.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Copy-of-Copy-of-Program-1-1024x1024.png 1024w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Copy-of-Copy-of-Program-1-300x300.png 300w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Copy-of-Copy-of-Program-1-150x150.png 150w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Copy-of-Copy-of-Program-1-768x768.png 768w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Copy-of-Copy-of-Program-1-450x450.png 450w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Copy-of-Copy-of-Program-1.png 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p><em>Elena Corradi \u00e8 un\u2019artista visiva nata in Italia con base a Marsiglia. Formata in antropologia e in fotografia, nei suoi lavori indaga le complesse relazioni tra luoghi e memoria, sviluppando uno stile documentario che lascia spazio alla narrazione soggettiva. Le combinazioni tra immagini, video e materiali d\u2019archivio vengono spesso utilizzate dall\u2019artista per far emergere molteplici punti di vista, fatti minori, o ancora per proporre strumenti di rilettura critica di eventi storici o fenomeni sociali. I suoi progetti pi\u00f9 recenti si svolgono in zone di confine, che siano tra due paesi o tra tessuti urbani e spazi considerati come periferici.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Elena Corradi \u00ab Ci sono ancora semi da raccogliere, e spazio nella sacca delle stelle. \u00bb Ursula K. 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