{"id":4817,"date":"2024-10-14T23:39:58","date_gmt":"2024-10-14T21:39:58","guid":{"rendered":"https:\/\/studiorizoma.org\/?p=4817"},"modified":"2024-10-15T22:49:47","modified_gmt":"2024-10-15T20:49:47","slug":"un-possibile-paesaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/non-categorizzato\/un-possibile-paesaggio\/","title":{"rendered":"Un possibile paesaggio"},"content":{"rendered":"<p>Di Elena Corradi<\/p>\n<p>Esistono molte e complesse connessioni tra le scienze che si occupano di studiare lo spazio, come la geografia e la cartografia, e la memoria. La maggior parte dei nostri ricordi sono legati a dei luoghi &#8211; tutto ci\u00f2 che accade, accade da qualche parte &#8211; e come \u201cnon esistono luoghi senza storia, non esistono storie senza luogo*\u201d . Ma che succede ai ricordi quando il luogo che li contiene non esiste pi\u00f9?<\/p>\n<p>Quando ho iniziato ad interessarmi alla storia dell\u2019espansione urbana di Palermo sono stata molto colpita dalla persistenza del mito che evoca un paradiso perduto, ricolmo di alberi di agrumi e incastonato tra le montagne e il mare, il quale, per secoli, ha reso nota la citt\u00e0 con il nome di Conca d\u2019oro. Questo \u00e8 anche il nome che verr\u00e0 dato nel 2012 ad un centro commerciale, il terzo pi\u00f9 grande di tutta la Sicilia, eretto su una porzione di quella piana che prima ospitava le rigogliose colture di arance e limoni. L\u2019edificio affianca il quartiere ZEN nella periferia nord della citt\u00e0. Si tratta di una costruzione bassa e dal colore giallo sabbia un po\u2019 dorato su cui spiccano delle torri-alberi dalle forme vagamente brutaliste: ma come pu\u00f2 un centro commerciale evocare agrumeti che non esistono pi\u00f9?<br \/>\nQuesto slittamento semantico, fonte di disorientamento e a tratti di inganno, mi ha spinta a voler indagare le relazioni dinamiche tra paesaggio e linguaggio, tra linguaggio e immagini e a chiedermi: come viene interpretato il toponimo \u201cConca d\u2019oro\u201d dai giovani abitanti del quartiere che non hanno potuto conoscere ci\u00f2 che c\u2019era prima? E per chi c\u2019era prima, cosa vuol dire \u201cConca d\u2019oro\u201d oggi?<\/p>\n<p>La ricerca si svolger\u00e0 nei mesi di ottobre e novembre a Palermo e si baser\u00e0 principalmente sull\u2019utilizzo del suono come forma di narrazione dello spazio. Con un gruppo di giovani abitanti dello ZEN cercheremo di far emergere nuove prospettive e scenari possibili, a partire da una rilettura sensibile dei luoghi della vita quotidiana. L\u2019approccio partecipativo del lavoro si ispira molto alle pratiche di counter-mapping sviluppate nell\u2019ambito di quella che viene definita \u201ccartografia radicale\u201d. Di matrice femminista e decoloniale, queste esperienze nascono, infatti, con l\u2019intento di operare un rovesciamento epistemologico fondamentale: appropriarsi del potere insito alla mappa per mettere in discussione ci\u00f2 che facciamo con lo spazio.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Lettura consigliata <\/span><\/p>\n<ul>\n<li>Nepthys Zwer, Pour un spazio-f\u00e9minisme. De l\u2019espace \u00e0 la carte, \u00c9ditions La D\u00e9couverte, Parigi, 2024<\/li>\n<li>Laurence Dahan-Gaida, Cartographie et litt\u00e9rature, Presses universitaires de Vincennes, Saint-Denis, 2024<\/li>\n<li>Giuseppe Mandal\u00e0, La Conca d\u2019oro di Palermo. Storia di un toponimo., in Medioevo romanzo 50\/1, pp. 1- 32<\/li>\n<li>Giuseppe Barbera, Il giardino del Mediterraneo. Storie e paesaggi da Omero all\u2019Antropocene, il Saggiatore, Milano, 2021<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>*Bond M., 2020. \u201cWayfinding. The Art and Science of How We Find and Lose our Way\u201d, London, Panmcmillian.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Elena Corradi Esistono molte e complesse connessioni tra le scienze che si occupano di studiare lo spazio, come la geografia e la cartografia, e la memoria. La maggior parte dei nostri ricordi sono legati a dei luoghi &#8211; tutto ci\u00f2 che accade, accade da qualche parte &#8211; e come \u201cnon esistono luoghi senza storia, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4818,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4817"}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4817"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4817\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4822,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4817\/revisions\/4822"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4818"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}