{"id":4742,"date":"2024-09-25T22:55:35","date_gmt":"2024-09-25T20:55:35","guid":{"rendered":"https:\/\/studiorizoma.org\/non-categorizzato\/theres-always-one-thing-we-cannot-control\/"},"modified":"2024-09-25T22:57:53","modified_gmt":"2024-09-25T20:57:53","slug":"theres-always-one-thing-we-cannot-control","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/non-categorizzato\/theres-always-one-thing-we-cannot-control\/","title":{"rendered":"&#8220;C&#8217;\u00e8 sempre una cosa che non possiamo controllare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">La curatrice e autrice teatrale Eva-Maria Bertschy parla con il regista Abou Bakar Sidib\u00e9 delle incertezze della vita, di ci\u00f2 che ci spinge ad andare avanti, delle ambizioni e della morte.<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Durante il suo viaggio dal Mali alla Germania, Abou Bakar Sidib\u00e9 ha trascorso quindici mesi alla barriera di confine di Melilla. Con la sua telecamera ha documentato i destini delle persone al confine, dando vita al pluripremiato film \u201cLes Sauteurs &#8211; Those who jump\u201d. Quest&#8217;anno accompagner\u00e0 il festival Between Land and Sea come artista residente. Insieme alla curatrice e autrice teatrale Eva-Maria Bertschy e all&#8217;attrice palermitana Daniela Macaluso, sta iniziando a lavorare a un documentario teatrale su Campobello di Mazara.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Eva-Maria Bertschy:<\/strong> In questa edizione del festival ci concentriamo sulla questione <em>dell&#8217;incertezza<\/em>. Che cosa significa per lei? Vivere, agire e lavorare in un contesto in cui non si sa cosa succeder\u00e0? Quali sono le vostre strategie per affrontare l&#8217;incertezza?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Abou Bakar Sidib\u00e9:<\/strong> Viviamo sempre nell&#8217;incertezza, nel dubbio, senza sapere cosa succeder\u00e0 domani. Questo \u00e8 il bello della vita. Se sapessimo cosa accadr\u00e0 domani, smetteremmo di forzarci, di lavorare sodo, di stringere la cinghia, di cercare di realizzare i nostri sogni e di cambiare le cose. Ogni giorno che ci svegliamo, dobbiamo dire a noi stessi che \u00e8 un nuovo giorno, un nuovo inizio. Cosa non ho ancora raggiunto? Lo far\u00f2 oggi. Aumenter\u00f2 i miei sforzi, corregger\u00f2 i miei difetti, cercher\u00f2 di fare bene, di fare ancora meglio. Voglio avere successo a tutti i costi, sia dal punto di vista finanziario che morale. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 cercare di essere buoni con le persone che ci circondano, essere in armonia con l&#8217;ambiente, con se stessi, essere forti. Se sapessi gi\u00e0 che tra un mese sar\u00f2 ricco, me ne starei a casa a non fare niente e ad aspettare che arrivi la fine del mese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Eva-Maria:<\/strong> Quando ci si guarda intorno in Germania, si vedono molte persone che sanno che avranno un reddito sul loro conto per i prossimi mesi e forse per i prossimi 30 anni. Quando saranno anziani, riceveranno la pensione dallo Stato. Hanno questa stabilit\u00e0, hanno la loro casa, la loro auto e sanno gi\u00e0 pi\u00f9 o meno come evolver\u00e0 la loro vita. Non desiderate a volte avere pi\u00f9 stabilit\u00e0 nella vostra vita?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Abou:<\/strong> Non credo. La stabilit\u00e0 in s\u00e9 non \u00e8 stabile. Si vuole sempre qualcosa di pi\u00f9. Anche se hai tutto. Anche tutte le grandi persone di questo mondo, quelle che hanno milioni, vogliono sempre avere di pi\u00f9. Ci sar\u00e0 sempre una piccola mancanza nella nostra vita. Anche per coloro che pensano che tra 30 anni avranno una rendita dallo stato, saranno in una casa ben riscaldata. Queste sono solo probabilit\u00e0. Non \u00e8 mai sicuro al 100%. In realt\u00e0, non si pu\u00f2 sapere se si vivr\u00e0 domani o meno. Possiamo sempre pianificare il futuro. Pianificare \u00e8 importante. Ma dire che tutto \u00e8 dato! No, no, no. Non esiste una cosa del genere. Avremo sempre dei dubbi. \u00c8 questo che ci fa andare avanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ci saranno sempre momenti di tristezza e preoccupazione. Se un membro della mia famiglia ha bisogno di aiuto e io, con il poco reddito che ho, non posso aiutarlo. Mi preoccupo e mi incolpo. Perch\u00e9 non ho potuto aiutarlo? \u00c8 questa sensazione che ci spinge ad andare avanti, a fare sempre meglio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alla fine della giornata, c&#8217;\u00e8 sempre una cosa che non possiamo controllare: la morte \u00e8 divina. Nessuno sa quando arriver\u00e0. Pu\u00f2 sempre rovinare tutti i vostri piani. Ci saranno persone dietro di te che ne approfitteranno, ma tu non ci sarai pi\u00f9. Eppure tu sei stato l&#8217;attore principale che ha sognato, che ha fatto tutti quei piani, tutti quegli sforzi. Quindi, vedete! Nulla \u00e8 dato.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Eva-Maria:<\/strong> Tu vivevi sul Monte Gurugu, al confine con Melilla. In quello che \u00e8 conosciuto in modo peggiorativo come \u201cghetto\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Abou:<\/strong> Lo chiamavamo \u201ccampo della fortuna\u201d&#8230; Vivevamo in un campo di fortuna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Eva-Maria:<\/strong> Era un ambiente radicalmente incerto. Non avevi alcuna protezione da parte dello stato, eri sotto attacco della polizia e dei militari, non eri in una situazione legale, dovevi lottare continuamente. Domani potevi essere morto o potevi arrivare in Europa. C&#8217;era un dubbio radicale su ci\u00f2 che sarebbe accaduto domani. Cosa significa vivere in un ambiente del genere?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Abou:<\/strong> Scegliamo di andare l\u00ec senza sapere come sar\u00e0 la vita. La maggior parte delle persone arriva pensando che non rester\u00e0 a lungo e che sar\u00e0 dall&#8217;altra parte in pochi giorni o settimane. \u00c8 un momento di passaggio. Per questo siamo rimasti l\u00ec senza renderci conto che sono passati giorni, mesi e anni. Per vivere in un posto come questo, bisogna essere preparati a tutto, psicologicamente e fisicamente. Bisogna aspettarsi di tutto. Andare alla ricerca della felicit\u00e0 non significa che quando ci si mette in cammino la si possa ottenere. La felicit\u00e0 arriva con il dolore, con il dispiacere, con la lotta che conduciamo ogni giorno, ogni momento. Alcuni di noi hanno perso la vita in mezzo alla strada. Hanno affrontato molte cose e alla fine non hanno ottenuto nulla. Non hanno raggiunto la felicit\u00e0. Sono rimasti tra questi due mondi.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Eva-Maria:<\/strong> Quando sei arrivato in Germania, hai dovuto lottare per altri sei anni per ottenere i documenti. Cosa \u00e8 cambiato da quando li hai ottenuti? C&#8217;\u00e8 una sorta di sicurezza o di certezza che \u00e8 entrata nella tua vita?<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Abou:<\/strong> Da quando ho ricevuto i documenti, penso che la battaglia sia stata vinta al 60%. Perch\u00e9 con i documenti sei gi\u00e0 mobile, puoi andare in qualsiasi paese tu voglia, puoi fare tante cose, puoi lavorare facilmente. \u00c8 come una chiave di casa. Per molto tempo sono rimasto fuori ad aspettare che arrivasse qualcuno con quella chiave. Non appena riesco a entrare in casa, tocca a me sistemare le cose, metterle in ordine. Come mi organizzer\u00f2? Che strada prender\u00f2? Quali scelte far\u00f2? Con chi camminer\u00f2? Come posso evitare di perdere le mie ambizioni? Perch\u00e9 senza ambizioni, una volta aperta la porta, posso rimanere in casa senza organizzare nulla. Rimarr\u00f2 in un limbo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La curatrice e autrice teatrale Eva-Maria Bertschy parla con il regista Abou Bakar Sidib\u00e9 delle incertezze della vita, di ci\u00f2 che ci spinge ad andare avanti, delle ambizioni e della morte. Durante il suo viaggio dal Mali alla Germania, Abou Bakar Sidib\u00e9 ha trascorso quindici mesi alla barriera di confine di Melilla. 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