{"id":4456,"date":"2024-05-24T13:47:59","date_gmt":"2024-05-24T11:47:59","guid":{"rendered":"https:\/\/studiorizoma.org\/non-categorizzato\/between-land-and-sea-2024-editorial-by-eva-maria-bertschy-and-izabela-moren\/"},"modified":"2024-07-23T11:29:35","modified_gmt":"2024-07-23T09:29:35","slug":"between-land-and-sea-2024-editorial-by-eva-maria-bertschy-and-izabela-moren","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/non-categorizzato\/between-land-and-sea-2024-editorial-by-eva-maria-bertschy-and-izabela-moren\/","title":{"rendered":"CATALOGO: Between Land And Sea 2024 \u2014\u00a0V edizione"},"content":{"rendered":"\r\n<p><em>Editoriale a cura di Eva-Maria Bertschy e Izabela Moren<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-spacer\" style=\"height: 19px;\" aria-hidden=\"true\">\u00a0<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Speranza<\/em>. \u00c8 questa la parola usata dall\u2019etnografa <strong>Elisa Bertuzzo<\/strong> e dalla media artist <strong>Doireann O\u2019Malley<\/strong> nella descrizione del progetto <strong><em>SAPLINGS<\/em><\/strong>, attualmente in fase di sviluppo, che abbiamo ricevuto nel 2023 durante una residenzacondivisa con Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani di <strong>Aterraterra<\/strong>.\u201dSperiamo che la ricerca includa membri della comunit\u00e0 del Bangladesh a Palermo\u201d, cio\u00e8 speriamo che ci lascino entrare. Speriamo che si fidino di noi. Speriamo che vogliano essere inclusi. La speranza \u00e8 una caratteristica dell\u2019incertezza; speriamo nel meglio solo se non sappiamo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u00c8 stata la speranza ad accompagnare <strong>Abou Bakar Sidib\u00e9<\/strong> nel suo viaggio da quando, dieci anni fa, ha lasciato la sua citt\u00e0 natale, Bamako, per cercare fortuna in Europa? Probabilmente si tratta pi\u00f9 di una fede cieca. Ma certamente una feroce determinazione a sfidare ogni tipo di ostacolo, che non avrebbe mai potuto prevedere, ma che si \u00e8 continuamente frapposto sulla sua strada in forme sempre nuove. E poi \u00e8 successo qualcosa di completamente imprevedibile: a Mont Gurugu, un insediamento informale sul confine di Melilla, due registi europei gli hanno dato una telecamera con alcune istruzioni. Poich\u00e9 non ha seguito le istruzioni, ma la sua visione e la sua intuizione, Abou \u00e8 diventato un regista e ha girato i pi\u00f9 importanti festival cinematografici. Da allora documenta la sua vita. Volevamo invitarlo al festival tre anni fa, ma allora non aveva il permesso di soggiorno e non poteva viaggiare in Italia. Ora si unir\u00e0 al festival come residente (in tutta legalit\u00e0) per tre settimane.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ci sono molti modi in cui l\u2019incertezza pu\u00f2 essere affrontata, vissuta con, vissuta nonostante e vissuta attraverso. Lavorando con molti collaboratori e istituzioni diverse, spesso seduti a tavola dopo un incontro o un evento, ci siamo resi conto che se c\u2019\u00e8 una caratteristica che collega innatamente le nostre pratiche e metodologie, \u00e8 quella di lavorare con l\u2019incertezza in una miriade di modi diversi. Mentre il mondo intorno a noi sembra diventare sempre meno solido, la serie di incontri dal titolo <strong><em>UNCERTAIN ENVIRONMENTS <\/em><\/strong>riunisce artisti, curatori, attivisti e ricercatori in vari punti della citt\u00e0 per conferenze co-curate con i nostri partner di Istanbul, Spagna, Prizren, Bruxelles e Palermo che condividono le diverse metodologie e strategie sviluppate da persone e organizzazioni. Spesso questo richiede un\u2019osservazione iniziale e un fragile equilibrio tra certezza e precariet\u00e0 che dipende dalla definizione delle proprie regole e dalla flessibilit\u00e0 di cambiarle continuamente. Come dice il filosofo Byung-Chul Han, ogni soluzione crea un altro problema.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A volte, quando le persone sono convinte delle proprie capacit\u00e0, corrono il rischio di avventurarsi in un territorio radicalmente sconosciuto. Ma se nella loro citt\u00e0 erano grandi star, celebri musicisti, ballerini e giocatori di calcio, devono prima mettersi alla prova in un nuovo contesto, sentirsi come se stessero partendo da zero, cercare di capire le nuove regole, trovare nuovi sostenitori e fan. Lo spettacolo <strong><em>KONAMI &#8211; THE FOOTBALL DANCE<\/em><\/strong> racconta questa esperienza spesso frustrante, le molte altre connessioni tra calcio, danza e spettacolo, e un ambiente imprevedibile caratterizzato da potere, denaro e corruzione. Con questo spettacolo, l\u2019ensemble transnazionale <strong>La Fleur<\/strong> torna a Palermo dopo aver iniziato a lavorare al progetto lo scorso anno con un workshop con un gruppo di giovani danzatori locali.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il lavoro di<strong> Genny Petrotta<\/strong>, iniziato durante la scorsa edizione con una videoinstallazione a Piana degli Albanesi, racconta di un periodo in cui si verificarono grandi sconvolgimenti storici: verso la fine della Seconda guerra mondiale, quando la Sicilia era gi\u00e0 stata liberata ma era ancora occupata dagli americani e molti attori diversi si contendevano l\u2019influenza sul territorio in una partita geostrategica. In questo contesto, quando molte persone stavano morendo di fame e si trovavano di fronte a un futuro incerto, alcuni giovani, molti dei quali erano appena stati congedati dal servizio militare, decisero di dichiarare una repubblica contadina autonoma nella loro citt\u00e0 natale. In un contesto di grande incertezza, un\u2019utopia pu\u00f2 prendere piede perch\u00e9 \u201cgli oppressi prendono coscienza della loro situazione in modo pi\u00f9 radicale in tempo di guerra\u201d, come commenta l\u2019attivista brasiliano Douglas Estevam del Movimento Sem Terra. Con la sua rievocazione poetica, la videoartista Genny Petrotta intende preservare l\u2019eredit\u00e0 politica e culturale della sua citt\u00e0 natale per consentire alle persone di farvi riferimento in tempi di crisi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Anche <strong>Simone Mannino e il Mediterranean Ensemble<\/strong> (fondato tre anni fa nell\u2019ambito del Festival Between Land and Sea) inseguono un\u2019utopia, con attori di Palermo e Tunisi che costruiscono un ponte attraverso il Mediterraneo. Nel nuovo spettacolo, che ha debuttato l\u2019anno scorso a Tunisi e che sar\u00e0 presentato per la prima volta in Italia, esplorano l\u2019idea di un mondo multietnico e multiculturale senza conflitti basandosi sulla figura storica di Eliogabalo. Nato in un\u2019epoca simile alla nostra, caratterizzata da transizioni e declino, Eliogabalo rappresenta un momento di possibilit\u00e0 per trasformazioni significative e nuove visioni. I testi raccontano anche un ambiente in cui le persone influenti si contendono la loro capacit\u00e0 di influenzare gli sviluppi futuri e tutti, prima o poi, diventano corrotti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per la prima volta, l\u2019urbano avr\u00e0 una dimensione architettonica durante il festival grazie alla collaborazione con il team di <strong>:AFTER<\/strong>, il festival di architettura ospitato sotto forma di grand tour dell\u2019isola nel 2023, e lo studio di architettura <strong>Michalski&amp;Wagner<\/strong>. Il suo formato nomade si accamper\u00e0 nell\u2019area industriale dell\u2019Ex-Chimica Arenella per ospitare <strong>ARENA ARENELLA<\/strong>, un\u2019intera giornata di appuntamenti che invita i pi\u00f9 innovativi professionisti dell\u2019architettura a livello internazionale e altri operatori del territorio a riflettere insieme su ci\u00f2 che lo sviluppo sostenibile e il place-making significano oggi e possono portare per il futuro, prendendo spunto dal concorso Reinventing Cities per il quale il sito dell\u2019Arenella \u00e8 stato candidato dall\u2019amministrazione comunale. Arenella, come Between Land and Sea, \u00e8 un sito vasto che pu\u00f2 essere affrontato solo mettendo insieme le nostre migliori pratiche e intraprendendo un viaggio per rendere reale l\u2019ignoto. Speriamo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Tutti questi e molti altri progetti, idee, domande e opere rilevanti saranno esplorati e discussi nell\u2019attuale edizione del Between Land and Sea Festival. Nel farlo, speriamo di trovare un po\u2019 di pace e di fiducia in un tempo che a volte lascia poco spazio alla speranza. Ringraziamo tutti gli artisti, i professionisti e i partner per aver condiviso la loro esperienza, la loro fiducia e il loro tempo. I vostri contributi sono stati determinanti per lo svolgimento di questa edizione. Invitiamo tutti gli altri a unirsi a noi per pensare e festeggiare insieme, e attendiamo con trepidazione i potenziali contributi che potrete portare al tavolo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><a href=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/BLAS24_Publication_Digital_compressed.pdf\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/BLAS24_Publication_Digital_compressed.pdf\">SCARICA QUA IL CATALOGO!<\/a><\/strong><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Editoriale a cura di Eva-Maria Bertschy e Izabela Moren Speranza. \u00c8 questa la parola usata dall\u2019etnografa Elisa Bertuzzo e dalla media artist Doireann O\u2019Malley nella descrizione del progetto SAPLINGS, attualmente in fase di sviluppo, che abbiamo ricevuto nel 2023 durante una residenzacondivisa con Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani di Aterraterra.\u201dSperiamo che la ricerca includa membri [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4643,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4456"}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4456"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4456\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4644,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4456\/revisions\/4644"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4643"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}