{"id":2389,"date":"2023-02-24T14:18:32","date_gmt":"2023-02-24T13:18:32","guid":{"rendered":"https:\/\/studiorizoma.org\/non-categorizzato\/flowers-of-the-desert-collettivo-epidemia\/"},"modified":"2023-02-24T14:32:36","modified_gmt":"2023-02-24T13:32:36","slug":"flowers-of-the-desert-collettivo-epidemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/editorial-2\/flowers-of-the-desert-collettivo-epidemia\/","title":{"rendered":"Fiori nel Deserto, Collettivo Epidemia"},"content":{"rendered":"\n<p>\u2039Io ne ho le tasche piene di questa storia dell\u2019adattamento. Io non voglio adattarmi, io il cambiamento climatico lo voglio combattere\u203a. Elke ci dice che dal suo punto di vista l\u2019idea dell\u2019adattamento \u00e8 fuori strada per affrontare il cambiamento climatico: si rischia di cavalcarlo, di darlo per scontato, di costringerlo in una forma immaginata o di assecondarlo secondo schemi prefigurati. Come forse quello della desertificazione, secondo cui prima cadranno la Sicilia, la Calabria, la Basilicata e la Puglia. L\u2019ecologo dell\u2019universit\u00e0 di Catania Christian Mulder ha dichiarato nel 2021 che in futuro alcune aree della Sicilia saranno come la Tunisia. Il Sud prende il nord, e cos\u00ec noi pensiamo che la desertificazione proceda pi\u00f9 o meno uniforme come una nuova invasione saracena dall\u2019Africa da Sud verso nord. Mulder poi precisa che \u2039del resto, la Tunisia si trova dirimpetto\u203a. Chiss\u00e0 se anche in Tunisia dicono, \u2039qui \u00e8 come stare in Sicilia\u203a?<\/p>\n\n\n\n<p>In Sicilia, il progetto MixWheat seguito dal visionario genetista Salvatore Ceccarelli intende creare combinazioni evolutive delle popolazioni di frumento in modo tale da ottenere sementi produttive e nutrienti adatte a un\u2019agricoltura di contrasto alla desertificazione, la cui caratteristica essenziale sia cio\u00e8 quella di saper affrontare produttivamente climi aridi, come quelli della Tunisia. O \u2039come il clima di mezza Europa, se sappiamo aspettare\u203a secondo un giovane agronomo che spiegava la visione del progetto a una platea di imprenditor\u0259 e scienziat\u0259. Potremo vendere queste sementi adattate al pi\u00f9 gravoso clima siciliano di oggi a caro prezzo e riempire a breve i campi di grano dalla Campania fino alla Provenza e persino fino all\u2019Ucraina dando tempo al tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi se in questa visione la Tunisia \u00e8 il deserto si pu\u00f2 anche dire che il deserto ci sia gi\u00e0 in Italia: l\u2019aridit\u00e0 \u00e8 una condizione stabile nel Mediterraneo. Da quanto tempo, e per quanto?<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio in Salento all\u2019inizio della crisi Xylella l\u0259 attivist\u0259 hanno registrato su alcuni terreni dove si ergevano olivi moribondi una percentuale di sostanza organica dello 0,6. Nel sistema di misurazione della materia organica presente nei suoli (SOM) a valori sotto l\u20191% viene attribuito solitamente lo status di suolo desertificato. Per questo appare comprensibile l&#8217;attenzione posta dall\u0259 attivist\u0259 salentin\u0259 alla mancanza di sostanza organica nel terreno come possibile causa della moria degli ulivi. In questa versione della storia il passato di fitofarmaci ha decimato la fertilit\u00e0 dei campi: sovrautilizzo intensivo dei terreni o semplicemente conduzione ecologicamente insensata? In ogni caso qui la desertificazione \u00e8 antropica, e gli imprevedibili effetti (la scomparsa della foresta di ulivi causata dal batterio) li chiamiamo cambiamento climatico. Per ora tra le conseguenze della scomparsa della foresta si annoverano principalmente roghi e incendi, che rappresentano una testimonianza del climate change ma non si esauriscono in esso.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>AGROINDUSTRIA 4.0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La regione Puglia e le aziende appoggiate dai ministeri come quello delle politiche agricole alimentari e forestali e quello della transizione ecologica propongono all\u0259 agricoltor\u0259 un&#8217;alternativa al verde selvatico che prova a crescere ai margini delle strade o sotto quel che rimane degli ulivi: un nuovo piano per il paesaggio postdisastro Xylella. Si tratta sempre di uliveti monovarietali, ma stavolta da gestire comodamente dal divano di casa propria attraverso app che dal tablet sono in grado di coordinare nuove macchine automatizzate. La chicca di questi nuovi impianti ecologicamente innovativi \u00e8 che a parte i droni, i sistemi GPS e la miracolosa cultivar frutto di selezione genetica FS-17 o Favolosa, l\u2019agroindustria 4.0 garantisce rese e raccolti supercompetitiv\u0259 anche grazie alla microirrigazione. Questa tecnica consente un \u2039incredibile\u203a risparmio di acqua, facendone cadere solo poche gocce in un punto sofisticatamente calcolato rispetto alla chioma e al tronco dell\u2019ulivo per ottimizzare l\u2019irrigazione ai fini della produzione. Quindi i nuovi impianti di olivi 4.0 meccanizzati e superintensivi rappresenterebbero il futuro contro il cambiamento climatico e la desertificazione.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, sarebbe una nuova monocultura (remunerativa stavolta?) ma con un geniale risparmio d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ragionevole pensare che l\u2019impianto di nuove monoculture automatizzate sia un coraggioso atto di resistenza al cambiamento climatico? Pensiamo a come questa narrazione si relaziona con la siccit\u00e0 della Padania di quest\u2019estate, che ha messo in ginocchio l\u2019agroindustria del nord Italia mentre il bacino sulla diga dello Iato alle porte della Valle del Belice tra Palermo e Agrigento ancora a settembre strabordava di acqua per i monsoni dello scorso dicembre. Le istituzioni e la classe imprenditoriale sono certe della desertificazione che arriva \u2039da gi\u00f9\u203a ma non sanno parlare dell&#8217;imprevedibile che il cambiamento climatico ci riserva. Forse le monoculture ci aiutano a resistere agli sconvolgimenti climatici perch\u00e9 riescono a partecipare alla follia del mercato agroindustriale consumando meno acqua? Meno acqua rispetto a chi, poi? La risposta \u00e8 sempre quel paese che pensavamo fosse un deserto, oltre lo stretto di Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p>Desertificazione e cambiamento climatico sembrano costruire un percorso che si snoda a un certo punto su due strade diverse. La desertificazione \u00e8 raccontata come certa e lineare, una linea di sudificazione, mentre noi sappiamo che il cambiamento climatico \u00e8 strano e imprevedibile. I fenomeni dell\u2019uno sembrano quelli dell\u2019altro e in parte lo sono, specie se si ricerca la causa in motivi antropici. Ma sembrano anche in contraddizione, e noi correremo il rischio di finire per affermare che la linearit\u00e0 della desertificazione posizioni un evento del cambiamento climatico entro uno schema razionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mulder ha accennato a una sua perplessit\u00e0 nell\u2019intervista gi\u00e0 citata: \u2039Non mi spiego perch\u00e9 la Sicilia centrale non sia gi\u00e0 coperta da una distesa di pannelli fotovoltaici\u203a. Dice che qui ci sono le risorse economiche per contrastare il cambiamento climatico. Abbiamo bisogno dei pannelli solari per fornire energia pulita alle citt\u00e0, tanto pi\u00f9 che le colline al centro della Sicilia si stanno desertificando perch\u00e9 la coltura del grano, fatta in quel modo, accompagna quei terreni alla morte certa. Ma la desertificazione, come abbiamo detto, non \u00e8 solo climate change. Eppure la presunta linearit\u00e0 dei suoi processi aiuta una narrativa che immagina di poter non solo gestire ma anche dominare alcuni processi legati al cambiamento climatico con gli stessi strumenti e le stesse retoriche che lo hanno prodotto in primo luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra che chi pianifica, indirizza e domina il rapporto tra umano e natura si scordi che la lezione del cambiamento climatico \u00e8 l\u2019imprevedibilit\u00e0. Il rischio che individuiamo \u00e8 che, appellandosi a un calcolo scientifico che descriva come certo l\u2019avanzamento della linea di desertificazione, un\u2019imprenditoria predatoria e speculativa si appropri della narrazione del fenomeno e di conseguenza anche delle pratiche volte a contrastarlo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p style=\"font-size:16px\">Estratto da <em>SUD, men<\/em>elique magazine #8, autunno\/inverno2022<br>Autore: Collettivo Epidemia<br>Illustrazione: Kevin Niggeler<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:16px\"><strong>Leggi l&#8217;articolo completo su <a href=\"http:\/\/menelique.com\/\">menelique.com<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2039Io ne ho le tasche piene di questa storia dell\u2019adattamento. Io non voglio adattarmi, io il cambiamento climatico lo voglio combattere\u203a. Elke ci dice che dal suo punto di vista l\u2019idea dell\u2019adattamento \u00e8 fuori strada per affrontare il cambiamento climatico: si rischia di cavalcarlo, di darlo per scontato, di costringerlo in una forma immaginata o [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2391,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[30],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2389"}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2389"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2395,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2389\/revisions\/2395"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2391"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}