{"id":2119,"date":"2022-12-20T17:10:12","date_gmt":"2022-12-20T16:10:12","guid":{"rendered":"https:\/\/studiorizoma.org\/?p=2119"},"modified":"2023-01-05T16:50:33","modified_gmt":"2023-01-05T15:50:33","slug":"leone-contini-continuous-repositioning","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiorizoma.org\/it\/non-categorizzato\/leone-contini-continuous-repositioning\/","title":{"rendered":"Leone Contini: Continuous Repositioning"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>Estratto da un talk tenuto da Leone Contini a Palermo il 4 giugno 2022<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il passato coloniale italiano \u00e8 stato lungo e violento. Lungo nel senso che il colonialismo inizia nella fase immediatamente post-unitaria e finisce dopo la seconda guerra mondiale, non durante; e poi nella sovrapposizione del colonialismo con il fascismo, c\u2019\u00e8 un crescendo proprio di violenza, che diviene insostenibile. Oggi abbiamo parlato di vari musei, in Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda e Germania, per\u00f2 appunto non si \u00e8 parlato dello stato delle cose oggi in Italia, un paese con molti musei etnografici. A Firenze, da bambini, ci portavano a vedere il museo etnografico di Firenze che era, come ogni altro museo etnografico, uno scandalo. Il fatto che ci portino i bambini ci fa capire come questo tipo di oggetti, acquisiti in una situazione di violenza e di rapporto di potere diseguale, siano invece incorporati all\u2019interno del patrimonio e quindi assimilati in modo quasi naturale, come se fossero parte inalienabile del patrimonio dei paesi colonizzatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi parler\u00f2 nello specifico di un caso particolare che accomuna le problematiche affrontate fin\u2019ora: restituzione e riparazione. La restituzione da sola non basta, non pu\u00f2 supplire a quello che \u00e8 il danno fatto, non \u00e8 pienamente capace di cucire lo strappo. Nei casi in cui la cui sottrazione ha determinato una crisi politica e religiosa, il danno \u00e8 infatti irreversibile: \u00e8 quindi fondamentale pensare anche alla riparazione e non solo alla sua restituzione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-da-more_frame-da-video_Contini-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2115\" srcset=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-da-more_frame-da-video_Contini-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-da-more_frame-da-video_Contini-300x169.jpg 300w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-da-more_frame-da-video_Contini-768x432.jpg 768w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-da-more_frame-da-video_Contini-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-da-more_frame-da-video_Contini.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il museo di cui vi parler\u00f2 mette insieme le problematiche legate alla restituzione con problematiche nuove. Si sta parlando del museo ex coloniale di Roma, fondato nel 1923, in periodo fascista. Si tratta di un museo creato come strumento di propaganda per promuovere la causa coloniale. Questo museo contiene molti oggetti che potrebbero benissimo trovarsi in un museo etnografico, ma ne contiene anche molti altri, pi\u00f9 specifici.<\/p>\n\n\n\n<p>Visitando il museo, mi imbatto a un certo punto in una sorta di plastico con delle strutture architettoniche classiche, sotto ad un velo semitrasparente. Il fatto che non fosse pienamente visibile al pubblico, perch\u00e9 nascosto, mi incurios\u00ec. Da allora, era il 2016, cominci\u00f2 questo lavoro di scoperta e ricerca di questa collezione e di questo museo dismesso.<\/p>\n\n\n\n<p>La collezione \u00e8 divisa per aree tematiche poich\u00e9 estremamente eterogenea: l\u2019elemento archeologico \u00e8 stato un potente vettore ideologico del colonialismo. L\u2019archeologia era utilizzata per giustificare in qualche modo il ritorno degli italiani sulla sponda libica. C\u2019erano poi cannoni, calchi in gesso realizzati da fisici e antropologi, le pelli degli animali conciate \u2013 tutto chiaramente frutto dell\u2019estrattivismo. La collezione \u00e8 coloniale e violenta in modo estremamente esplicito, tutto diventa oggetto di predazione: dal corpo umano, al volto, alla produzione di semi (la bio diversit\u00e0 di cui ci si appropria).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-damore_frame-da-video-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2117\" srcset=\"https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-damore_frame-da-video-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-damore_frame-da-video-300x169.jpg 300w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-damore_frame-da-video-768x432.jpg 768w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-damore_frame-da-video-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/studiorizoma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Bel-suol-damore_frame-da-video.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dalle foto potete notare che la collezione si sta muovendo da un luogo ad un altro. Questa produzione eterogenea che vi sto descrivendo \u00e8 sparpagliata, diffusa, in giro per la citt\u00e0 di Roma. Non solo \u00e8 la collezione di un museo estinto, e quindi riflette una sorta di oblio, ma la collezione \u00e8 smembrata secondo aree tematiche. Possiamo definirlo un museo in transizione, una transizione sia fisica che istituzionale. Oggi gli oggetti della collezione sono parcheggiati nei corridoi o, peggio, nei depositi di altri musei: nella Galleria d\u2019Arte Moderna, nel Museo della Fanteria, nel Museo Zoologico, infine, nei magazzini del Museo Pigorini (oggi museo delle ex Civilit\u00e0). Una collezione smembrata come a voler nascondere le tracce di un crimine.<\/p>\n\n\n\n<p>Di tutti questi busti che fanno parte della collezione e che a vario titolo hanno contribuito al colonialismo italiano, mi concentro in patricolare su quello che raffigura Rodolfo Graziani, condannato da un tribunale italiano per crimini di guerra commessi in Italia, durante la Repubblica Sociale. Graziani ha per\u00f2 commesso crimini molto pi\u00f9 estesi nella sua vita militare, nello specifico in Libia e in Etiopia: campi di concentramento, esecuzioni sommarie, massacri di vario tipo, nei quali \u00e8 stata coninvolta anche la popolazione civile. Il busto che raffigura un criminale di guerra \u00e8 un bene inalienabile dello stato italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estratto da un talk tenuto da Leone Contini a Palermo il 4 giugno 2022 Il passato coloniale italiano \u00e8 stato lungo e violento. 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